Sta per uscire il nuovo album dei Prodigy.
Sembra che la band ormai sia nuovamente compatta. Liam, il frontman del gruppo, parla
di un disco in cui tutti e tre i Prodigy rimasti (ovvero Liam, Keith e Maxim) aggiungono del loro. Spero che il disco non sia un quasi-flop come il precedente!

Nell’ attesa posto una mia recensione del loro ultimo album di studio, che fà capire
come sono ormai molto basse le quotazioni del gruppo!!

Buona lettura!

p.s E uscito il nuovo singolo ma non sembra granché. Guardatev il video

Always outnumbered, never outgunned

Xl Recordings, 2004

Finalmente è uscito.
Dopo le false rivelazioni , i singoli flop (vedi singolo Babys got a temper), le rimasterizzazioni fatte solo per rubare un pò di soldi ai tanti fans (vedi experience expanded con un sacco di canzoni già stampate sui cd singoli dei vecchi album) ritornano i mitici Prodigy .

Prodigy…

Ci pensi un attimo e ritorni al passato, pensando a cosa i essi erano (una band) e a cosa sono ora ( il gruppo di Liam howlett). Le differenze sono prima di tutto nell’ organico, dato che mancano all’appello i ¾ del gruppo: Flinty, il geniale Maxim e il dinoccolato Leeroy. Beh,direte voi, dove sono finiti tutti?
Per quanto ne so Keith flint ora sta producendo il materiale del suo nuovo gruppo punk (ho ascoltato il singolo promo, ma non mi convince affatto). Maxim anni fa ha dato alle stampe il suo lp solista (che non era affatto male), mentre Leeroy sta girando il mondo con un suo dj set.
Ma ora analizziamo l’ultimo l’album,facendo un track by track che ci aiuti a capire se vale o no l’acquisto.

Cominciamo subito col dire che Always outnumbered, never outgunned non è sicuramente un buon cd.
Qualcosa si salva, ma nel complesso non ha quella potenza e quel tiro dei lavori precedenti.

Decisamente esplosiva la traccia di apertura (Sptifire) , bella anche la seconda (girls, uscita come singolo assieme a Memphis Bells), dai forti richiami electro old school (vedi compilation streesounds- uk electro: mitica!), che pompa a dovere e fa muovere il culo. Carina anche la traccia con princess superstar; anche se, dopo ripetuti ascolti pensi che alla traccia manchi qualcosa. A riguardo avrei un messaggio per liam:

Ehi, Liam, dato che hai scomodato la principessa potevi almeno strapparle un rap, No?

Carina anche Get up,get off, con il rapper kool keith che salva la canzone riempiendola di potenti e folgoranti rap, perfetti per incendiare la dancefloor.
Traccia numero cinque: Hot ride.
Non mi piace tantissimo, ma non è male; molto fuzz e chitarrosa anzichenò.
Wake up call. Idem come sopra. Chitarrosa ma con un tiro maggiore rispetto alla song precedente.
Fin qui l’album non è malaccio, ma i problemi arrivano in seguito, a partire dalla traccia numero sette: Action Radar.
La song in questione ha un sapore molto 80s, in bilico tra electro, new wave e punk rock, ma non convince molto, facendo venir voglia di premere il tasto skip del lettore.
Questo per un album dei Prodigy, (e specialmente dopo otto lunghi anni di attesa) non è sicuramente positivo. La traccia successiva (Medusas’s Path) ha un mood orientale, con il caratteristico suono prodigy a fare da contorno. Qualche idea originale la si trova, ma la song convince solo in parte.
Atmosfere orientaleggianti anche per la traccia seguente (Phoenix) che non è male, infatti contribuisce a risollevare un poco il tono dell’ album.
Dieci: You’ll be under my wheels.
Anche qui Liam ospita il rapper kool keith (solo sotto forma di campionamento). La traccia ha un vago sapore epico, ma nel complesso non convince, e annoia quasi subito; facendo precipitare l’album nuovamente verso il basso. Sigh!
Traccia undici: the way it is.
L’atmosfera disco-seventies del beat non risolleva di certo le sorti dell’album, che si spegne definitvamente con Shoot down; una canzone noiosa, da usare come terapia contro l’insonnia, al posto della camomilla e dei sonniferi. A nulla serve il contributo della “superstar” Liam Gallagher…
Per concludere, ritorno a quanto ho detto a inizio recensione. Always…. è un album che non rende giustizia a un gruppo come i Prodigy che, specialmente con il precedente lavoro the fat of the land, aveva contribuito ad avvicinare il pubblico rock all’ elettronica.
Male quindi per un album giudicato dalla stampa inglese come “ la rivelazione elettronica del 2004” , che avrebbe dovuto riportare la dance ai fasti di diversi anni fa.
Purtroppo ciò non è sicuramente avvenuto, e personalmente ne sono rimasto anche un po’ deluso….
Aspettiamo ora di vederli live qui in italia, sperando che almeno sul palco Liam howlett sappia farci divertire. Io sono comunque pessimista a riguardo, vista la mancanza delle due figure-cardine (almeno per le situazioni live) del gruppo : Keith Flint e Maxim Reality.
Staremo a vedere…

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